
Okay, ho barato.
Più che stressata avrei dovuto scrivere "depressa", ma che volete? La parola mi ha sempre terrorizzata, e forse anche un po' intimorita, soprattutto se penso a chi depresso lo è veramente.
Allora: da dove cominciare?
LAVORO: non mi sento realizzata. Ricopro un ruolo da Manager, ma per diventare manager vero e proprio (con tanto di qualifica nel titolo) adda passà a jurnata, anzi! Il decennio! Sì perchè siamo sempre alle solite. Lavoro tanto, responsabilità infinite, ma di ufficializzare questa mia dedizione alla corporate non se ne parla manco pe niente! E intanto, mi spendo e mi spando per la gloria altrui.
Cazzona tu, direte! E c'avete ragione pure voi, perchè sebbene il mondo del lavoro italiano non brilli come esempio di facilità di passare da un'azienda all'altra, e pure vero che se non ci provi mai, checazzotelamenti!!!!
LAVORO/COLLEGHI: ce n'è uno in particolare a cui vorrei tanto parlare chiaro, anzi chiarissimo. Ma poi lo so che dovrei rassegnare le dimissioni...
SALUTE: di conseguenza a quanto riportato sopra, inizio a soffrire i sintomi più impensati e mai avuti: nausee improvvise, cefalee trapananti, intontimento variegato a fine giornata lavorativa, oscuramento delle facoltà intellettuali anche durante la giornata lavorativa, dolori vari su tutto il corpo, cattivo umore, forza di reazione inesistente, difficoltà ad alzarsi dal letto la mattina... insomma! Per dirla in due semplice parole: 'NA CHIAVICA!!!!
VITA SOCIALE: inesistente
VITA SENTIMENTALE: esistente, ma ridotta all'osso per le suddette motivazioni.
CONDIZIONI ECONOMICHE: deprimenti
POSSIBILITA' DI REALIZZARE SOGNI VARI (tipo acquistare una casa): anche dopo la catastrofe subprime, inesistente!!!!
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